Il Secchio-lago: come creare un laghetto in vaso

di Maria Acquaria

 

Il risultato finale.

In un giardino vero, di quelli con tante piante, i sentierini, le luci di sera e gli angoletti misteriosi, un piccolo lago rappresenta un sicuro punto di interesse, qualcosa che definisce e arricchisce l’insieme, dandogli un preciso significato. Un pò come le figurine degli sposi o il mazzetto di fiori o le colombelle sulla torta nuziale.

Il laghetto, per quanto artificiale, se ben fatto renderà tutto l’insieme straordinariamente naturale e affascinante. Una piccola cascata, uno zampillo, qualche pesciolino o una ranocchia e il gioco è fatto, sembrerà di tornare bambini, a giocare sulle rive del torrente che scorreva giusto in mezzo all’antica periferia della città, ai tempi in cui al posto del parco ben pettinato c’erano ancora i grandi canneti che non davano fastidio a nessuno e non s’era ancora vista l’ombra di una zanzara globalizzata…

Ora, il giardino io non ce l’ho, nè ho la possibilità di realizzare sul mio terrazzo opere importanti per poter utilizzare uno di quei laghetti presagomati che vendono certi vivai. Però non mi piace rinunciare in partenza alle cose e adoro fare dei piccoli esperimenti. Così è partita la sperimentazione del secchiolago. In che consiste? In un laghetto in vaso, con tanto di zampillino, valvolina troppopieno, sistema di regolazione della temperatura, pesciolini e piante acquatiche.
Zona climatica di riferimento: Roma.
Esposizione: Sud o sud-ovest o sud-est.
Adatto a giardinieri balconisti o terrazzauti in cerca di qualcosa di diverso da mettere in vaso, anche se un pò più impegnativo dei gerani edera.

Materiale necessario:

  1. una ciotola di resina o plastica, tonda, larga e bassa (per esempio diametro di 70 cm., altezza 30 cm.)
  2. un vaso di plastica tondo e alto non forato (35 x 40 cm. circa)
  3. terriccio universale e argilla espansa
  4. un piccolo trapano o una punta adatta a forare la plastica
  5. raccordini e gocciolatori per collegare l’impianto di irrigazione automatico
  6. due pezzi di canna di bambù, di quelle che si usano per sostenere le piante
  7. piante miste da acquario
    uno o due pesci rossi
  8. alcuni cespuglietti di piante che piacciono
  9. un vaso di ceramica o un secchio per raccogliere l’eventuale acqua in eccesso

 

Come procedere:

L’isolamento
Allora, innanzitutto dobbiamo scartare l’idea di mettere il nostro secchio bello bello esposto al sole così com’è. D’estate i pesci ne resterebbero, come dire… alquanto lessi.

Che fare per tenere sotto controllo la temperatura?

  • preparare la ciotola, aumentando il numero dei fori di drenaggio e praticandone alcuni anche alla base delle pareti.
  • al centro della ciotola, collocare il vaso tondo (che è privo di fori di drenaggio e andrà riempito d’acqua).
  • riempire lo spazio vuoto tra la ciotola e il vaso con del terriccio (predisponendo anche il solito strato di drenaggio con l’argilla espansa), che farà da isolante.

In questo terriccio metteremo a dimora dei cespuglietti misti, preferendo essenze resistenti, che contribuiranno ad ombreggiare il laghetto e occulteranno il bordo del vaso interno, più alto di quello della ciotola.
Lo schema mostra con semplicità l’effetto da realizzare.
Si notino i fori di drenaggio praticati anche attorno alla base della ciotola esterna, per agevolare lo sgrondo dell’acqua.
Il terriccio dovrà essere innaffiato con regolarità.

laghetto dall'alto

Il laghetto dall’alto.
Il Troppo Pieno
una volta riempito di terriccio lo spazio fra i due contenitori, potremo riempire d’acqua il vaso interno, finalmente. Per evitare però che eccessi di innaffiatura o la pioggia stessa facciano tracimare il nostro microscopico laghetto, occorre praticare, a qualche centimetro dal bordo, un foro per che consentirà la fuoriuscita dell’acqua in eccesso senza farla arrivare all’orlo. In questo foro potrà essere inserito un raccordino per impianti di irrigazione, che attraverso un tubicino consentirà lo scarico dell’acqua in un contenitore appositamente predisposto, da svuotare regolarmente.
Per sicurezza, un pò più in alto del forellino e sempre in prossimità del bordo, praticate anche un buco più largo e copritelo con un pezzetto di rete plastificata (così i pesci non saranno trascinati via…. dalla corrente, in caso di forti intemperie).

laghetto di lato

Il laghetto di lato.
L’innaffiatura
Come abbiamo detto, il terriccio attorno al lago dovrà essere innaffiato regolarmente. Ma anche al laghetto spetterà un suo gocciolatore, collegato all’impianto di irrigazione principale, che rilascerà acqua nei tempi programmati.
Un pò perché così sarà sempre assicurato un certo ricambio d’acqua (l’acqua nuova entra dal gocciolatore ed esce dal tubicino del “Troppo Pieno”), un pò perché anche i principi Feng Shui raccomandano di inserire l’elemento acqua nel giardino per la sua energia vitale, ma di tenerla in movimento perché possa essere liberato il flusso della sua forza positiva.
Sarà carino inserire il tubicino del gocciolatore all’interno di due pezzi di canna di bambù, cavi all’interno, e realizzare così una piccola fontanella orientaleggiante, come si vede nella foto.
Il ricambio dell’acqua
Soprattutto nei primi mesi dall’impianto o in caso di pioggia, l’acqua tenderà a intorbidire e a diventare di colore verde per la presenza di alghe microscopiche. Con l’aiuto di una pompa sommersa, facilmente reperibile in un negozio di acquari o di hobbistica, provvederemo allora a cambiarla.
Introdurremo all’interno del lago la pompa sommersa, collegata a un tubo per lo scarico dell’acqua prelevata, e il tubo da irrigazione. Con un pò di attenzione, regoleremo il rubinetto dell’acqua pulita in modo che la quantità di acqua prelevata dalla pompa sommersa sia uguale a quella contemporaneamente emessa dal tubo di irrigazione. Dopo un pò, l’acqua del secchio tornerà limpida e il gioco sarà fatto.
Dopo qualche mese dall’impianto, comunque, la situazione del laghetto tenderà a stabilizzarsi e questo lavoro noioso non dovrebbe più rendersi necessario.
Le piante e i pesci.
Dunque, una volta sistemato tutto il resto porremo sul fondo del secchiolago uno strato di ciottoli di vetro. A questo punto, si passerà alle piante.
Saranno necessarie delle piante sommerse (due o tre vasetti, da acquistare in un qualsiasi negozio di acquari) e delle piante galleggianti (ottimi i giacinti d’acqua, che filtrano le impurità con le loro lunghe radici).
Quindi i pesci, pochi. Uno o due pesciolini rossi oppure delle gambusie (che però sono molto, ma molto più brutte).

Un’ultima annotazione importante: da evitare assolutamente il trattamento con pesticidi delle piante che arricchiscono i bordi del secchiolago. L’acqua assorbe come una spugna le sostanze nocive.
Molto probabilmente, poi, farfalle e altri insetti scopriranno presto la presenza del laghetto e lo trasformeranno in un loro punto di ristoro: non li disturbate, vogliono solo bere un pò prima di ripartire.
Le larve di eventuali zanzare, comunque, saranno eliminate dai pesciolini (date a questi ultimi poco cibo, anche per non intorbidire l’acqua).


 

Evoluzione del secchio-lago: la vasca-fontana

Ho sempre condiviso l’idea che in un giardino l’acqua svolga un ruolo fondamentale. Non parlo di quella per le annaffiature, ma dei laghetti, dei ruscelli, delle vasche o delle fontane che si ritrovano così spesso nei giardini di ogni tempo e luogo, a simboleggiare l’energia vitale, a favorire la meditazione, ad attrarre la buona fortuna o più semplicemente a costituire un affascinante punto focale.

L’acqua, ma anche e soprattutto il suo movimento e il suono da questo prodotto, accolgono e regalano vita, stimolano i sensi, accompagnano e rendono più coinvolgente il contatto con quel piccolo, meraviglioso pezzetto di natura che è il giardino….. o il terrazzo, o il balcone che di un giardino giuochi la parte, almeno nel cuore e nelle intenzioni del giardiniere.

La quantità di liquido utilizzata, ovviamente, non è importante…. perciò, da testarda terrazzauta quale sono, incoraggiata dai risultati ottenuti con il secchiolago, mi sono lanciata in un’impresa un po’ più impegnativa (si fa per dire), che ha portato alla realizzazione di una piccola vasca-fontana. Naturalmente e rigorosamente in vaso.

Le fasi della realizzazione:

La vasca

Innanzitutto, deciso l’effetto che si vuole ottenere (ad esempio, una cosa vagamente ottocentesca, romantica, tipo “angolino nascosto di un antico giardino segreto con particolari metropolitani”), si sceglie la vasca: in questo caso un ciotolone rotondo in simil-pietra (cioè di resina), di un metro di diametro. La vasca, appoggiata su un piccolo piedistallo, è alta circa trenta cm. Ad alcuni cm. del bordo superiore va praticato un foro per il troppo-pieno. Un gocciolatore dell’impianto di irrigazione del terrazzo assicura nella stagione calda il ricambio dell’acqua evaporata (l’eccesso viene eliminato tramite il foro del troppo-pieno).

La vasca è stata collocata in posizione soleggiata (un po’ d’ombra solo nella parte posteriore). Zona climatica di riferimento: Roma.

Per evitare danneggiamenti, una volta messa al suo posto, la vasca non potrà essere spostata senza essere prima svuotata.

Il substrato

Sul fondo, occorre creare alcuni cm. di substrato utilizzando ciottoli decorativi di vetro e/o pietruzze da acquario di varia misura. E’ utile collocare anche delle pietre laviche di varia misura (si trovano nei negozi di acquari), perché queste pietre ospitano nei loro interstizi dei batteri che migliorano la qualità dell’acqua.

Le piante

Non potendo prevedere un sistema per il filtraggio artificiale dell’acqua della vasca, la scelta delle piante è stata effettuata tenendo presente, in particolare, l’esigenza di ossigenare e filtrare l’acqua. Occorre, in altre parole, aggiungere ossigeno all’acqua, consumando nel contempo anidride carbonica, sali minerali e altre sostanze dannose in essa disciolte (anche per effetto della presenza dei pesci). In questo modo, tra l’altro, si limita la proliferazione di quelle alghe microscopiche che, soprattutto con le alte temperature, colorano l’acqua di verde (inutile, in questi casi, ricorrere al ricambio totale dell’acqua, che tornerebbe più verde che mai nel giro di poche ore). Una certa porzione della superficie dell’acqua (circa 1/3) dovrà anche essere coperta da piante galleggianti, per assicurare un opportuno ombreggiamento del fondo ed offrire riparo ai pesci, soprattutto nelle ore più calde della giornata.

Potrebbe essere utile, prima di procedere nella scelta delle piante, fare una visita ad un negozio di acquari ben fornito, dove i rivenditori (spesso degli appassionati) sono ben contenti di offrire consigli utilissimi.

Selezione utilizzata:

  1. Sagittaria graminea e Myriophyllum aquaticum.
    Entrambe molto facili da trovare nei negozi di acquari.La Sagittaria produce piccoli fiori bianchi in estate.
    È stata inserita nella vasca lasciandola nel suo contenitore originale, appoggiato sul fondo; si è poi sviluppata mediante stoloni che producono dei graziosi ciuffi di foglie nastriformi.Myriophyllum aquaticum ha lunghi rami dall’aspetto leggero e piumoso, è velocissimo nello sviluppo e facile da riprodurre. Si allarga nell’acqua a volte trasbordando anche oltre la riva e producendo lungo i fusti sottili radice aeree (oops, galleggianti nell’acqua).
  2. Equisetum japonicum. La sua forma slanciata non può mancare in un laghetto. E’ stato lasciato nel vasetto di acquisto, appoggiato sul fondo.
  3. Pontederia cordata. Le foglie sono forse un po’ grandi e alte, e la pianta tende a svilupparsi in fretta; i fiori azzurri però sono davvero molto belli. E poi è un regalo e si accontenta di un substrato davvero minimal….
  4. Aponogeton distachyum. A seconda della profondità dell’acqua, produce delle foglie galleggianti su piccioli più o meno lunghi. Bellissima e duratura la fioritura bianca, a pelo d’acqua.
  5. Per decorare il bordo della vasca, vi sono stati agganciati nella parte interna, in modo che toccassero con la base il pelo dell’acqua, dei piccoli vasi di plastica, all’interno dei quali sono state piantate specie a loro agio in zone palustri, come: Caltha palustris, Lysimachia nummularia,
    Myosotis palustris, ma anche… Oenanthe javanica ‘Flamingo’ , con bellissime foglie variegate di bianco e rosa (la mia però è ancora piccola), che ricondano nella forma quelle di un prezzemolino fine (cresce anche sommersa). Tutte si allargano sia all’interno che all’esterno della vasca.
  6. Ah, c’è anche una piccola ninfea, di provenienza Annalisa, che però non ha ancora fiorito (negli ultimi anni, d’altra parte, ha cambiato spesso casa….).

 

Lo zampillo

Un minuscolo pannello solare alimenta attraverso una piccola pompa sommersa lo zampillo di una fontanella-puttino vittoriano (di cui è prevista quanto prima la sostituzione….). Lo zampillo, va considerato, migliora l’ossigenazione dell’acqua, oltre a produrre un suono davvero piacevole e rilassante.

Grazie al sistema sopra descritto lo specchietto d’acqua si è stabilizzato nel giro di un paio di mesi. Il ricambio generale dell’acqua si rende necessario solo in circostanze particolari (ad esempio per la sostituzione di qualche grossa pianta o la pulizia del fondo, se si dovessero accumulare troppi detriti durante l’inverno). Un piccolo retino è di aiuto per rimuovere le foglie rovinate o altra sporcizia galleggiante. Finora le avversità climatiche non hanno prodotto danni.

Ospiti fissi della vasca due pesci rossi (anzi, uno rosso e uno nero). Solo raramente viene loro offerto del cibo secco (si nutrono per il resto di alghe, foglioline, larve di insetti (si spera, in particolare, di zanzara). Alcune lumachine sono arrivate da sole (forse erano presenti nel substrato di qualche pianta) e brucano senza posa le alghe che si sviluppano sulla parete interna del contenitore o sui sassi.

Fa da sfondo al tutto un gruppo di piante dall’aspetto forse desueto, che però aiuta e sostiene l’effetto generale con fioriture bianche e blu (agnocasto, buddleja, pittosforo…). Sul davanti, in una ciotolina tonda, contenente una piccola rappresentante (non meglio identificata) della famiglia delle Commelinaceae, che è la stessa della comune tradescantia, nuota un pesciotto di resina effetto-bronzo-anticato.

Più a destra, un panciuto vaso azzurro ospita una Ligularia dentata,
scelta per la forma delle sue foglie, mentre alla versatile Muehlenbeckia complexa, dall’aria solo apparentemente fragile e delicata, è stato affidato il compito di riempire – si spera al più presto possibile – gli antiestetici spazi vuoti.


Riferimenti

 

11 pensieri riguardo “Il Secchio-lago: come creare un laghetto in vaso

  • 13 dicembre 2006 in 9:58 PM
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    è un articolo bellissimo pieno di dettagli tecnici e passione..un connubio perfetto grazie!!

  • 15 giugno 2007 in 1:40 PM
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    Ciao, complimenti un bellissimo articolo.
    Io sono tra quelle fortunate che ha la possibilita’ di avere il laghetto artificiale in giardino piuttosto grandino. L’abbiamo pulito, ricaricato d’acqua pulita, riempito di piantine e pesciolini e ci sono anche due rane arrivate da fuori. L’unica cosa che non capisco e’ il perche’ l’acqua e’ diventata verde. Tu riesci a darmi una risposta? E’ una cosa positiva o negativa? Grazie 1000. Ciao

  • 24 agosto 2007 in 9:47 PM
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    Beh, che bell’articolo, come diceva cristina pieno di passione e dettagli tecnici, soprattutto. Un giorno lo farò anch’io!! E’ impressionante come l’autrice si sia ingegnata per fare del suo angolo di terrazzo un piccolo universo, ma forse avendo un giardino di mille mq non avrebbe osato tanto. Complimenti quindi anche al regista!

  • 25 gennaio 2008 in 12:31 PM
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    anche per me è il sogno nel cassetto da realizzare quanto prima e sicuramente con le ninfee che adoro. Trovo l’idea geniale ed è quello che cercavo da tempo. Vorreii solo trovare un contenitore un po’ più alto e mi servirebbe qualche suggerimento ! Complimenti x il bellissimo secchio-lago è riuscito proprio bene!!

  • 27 gennaio 2008 in 7:01 PM
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    complimenti per la tua creatività a cose fatte sono sempre più convinta
    che con piccoli mezzi si realizzano le cose migliori.

    ursula .

  • 29 febbraio 2008 in 10:13 PM
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    Ciao a tutti, prima dell’estate vorrei costruire un laghetto sul mio terrazzo;l’unico problema e’ che ho paura che mettendo cosi’ tanta acqua possa riempirsi di larve di zanzare.
    Volevo sapere se ci sono dei pesci che si nutrono di larve e se questi pesci possono convivere con dei pesci rossi.
    se qualcuno ha qualche consiglio sulle piante acquatiche che posso metterci ben venga.
    Ciao a tutti e grazie

  • 4 giugno 2009 in 2:37 PM
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    molto bella la seconda vasca, oltre ai pesci rossi consiglio le gambusie sono adatte a vasche piccole e non danneggiano le piante. PS qualsiasi specie di pesce si nutre di larve di zanzare!

  • 22 giugno 2009 in 5:47 PM
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    Legendo questo articolo, più di un anno fa, mi sono inspirata e ho creato anche io un laghetto in una bacinella, con tanto di pantine acquatiche, fontanella, statuine… Questa primavera il mio laghetto si è evoluto e fa parte della riproduzione tridimenzionale della carta dei tarocchi LA LUNA.
    Grazie.

  • 14 luglio 2010 in 10:15 PM
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    ciao complimenti stupendi entrambi , vorrei crearne uno anch’io con giusto qualche piantina per creare un ambiente accogliente per il mio pesce rosso ormai cresciuto e che vive in una vasca di vetro da 20 lt,ma non mi intendo di piante ,filtri ,pompe ,io effettuo cambi parziali di acqua settimanali e vive con me da 7 anni , d’estate lo tengo fuori e l’acqua diventa verde ,vorrei creare un laghetto come il tuo o simile mi daresti qualche consiglio FACILE ,e soprattuttuto sul materiale da usare per il vaso , etc… ! ti ringrazio in anticipo ….! e complimenti …….!

  • 20 agosto 2010 in 12:27 PM
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    si stò progettando una grande fontana e anche i vostri suggerimenti sono stati utili grazie!

  • 30 agosto 2010 in 4:15 PM
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    Ciao il tuo articolo è interessante e ben particolareggiato. io ho da poco, circa un mese, messo in giardino una fontanadi resina composta da tre ciotole sovrapposte in cui l’acqua sospinta da una pompetta sommersa sul fondo, cade formando due cascatelle. Ho messo nelle due ciotole ppiù grandi due piante acquistate in un negozio di acquari e due pesci in ciascuna ciotola. Bene dopo circa dieci giorni i pesci hanno cominciato a morire. Pensavo che il movimento dell’acqua, le due cascatelle e le piantepotessero bastare ad ossigenare l’acqua. Ho fatto qualche errore secondo te? Grazie in anticipo
    ettore

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