La Società dei Giardinieri Pazzi

di Lucia Riccardi

Vi appartengono i giardinieri ossessionati dalla loro passione per le piante; capaci di fare vere e proprie follie per esse; tormentati giorno e notte dal pensiero di giardini e terrazze; occupati in tutto il tempo libero a curare piante, leggere libri di giardinaggio, e lanciati nelle sperimentazioni più audaci…

È indetta una selezione pubblica, per soli titoli, per l’assunzione di alcune unità presso la S.G.P., ovvero Società dei Giardinieri Pazzi.
Per partecipare alla selezione, è necessario essere iscritti al forum della Compagnia del Giardinaggio.
I candidati devono presentare un curriculum specifico, con descrizione dettagliata delle follie compiute a scopo puramente giardinicolo.

La Commissione esaminerà i titoli presentati, esprimendo per i migliori candidati un giudizio di idoneità all’iscrizione presso la SGP.

L’orchidea nelle mutande – giulio.f

Girare per tre ore a Chichen Itzà, a mezzogiorno, con trentacinque gradi all’ombra e un’orchidea infilata nelle mutande. Per la cronaca … era una Oeceoclades maculata, originaria dell’africa, invasiva che sta colonizzando tutte le foreste tropicali della terra.
Il fatto è che mi piaceva portarmi via un ricordo di un sito archeologico che ho sognato per anni di visitare … un sasso no, se lo facessero tutti addio piramidi.
Vista anche la mia passione, cosa meglio di un’orchidea (pur insignificante come questa bestiaccia)?
Non sono un “depredatore”, ma il fatto di riconoscerla come infestante non autoctona e che fosse in cima ad una piramide (un campo di pelota probabilmente) non ancora restaurata, mi ha dato il coraggio di compiere il gesto sacrificale.
Salvo poi non sapere dove metterla ed utilizzare l’unico (scomodo) nascondiglio che avevo a disposizione.

Prigioniero nel giardino botanico – giovanni

Durante una visita al Giardino botanico di EZE (Francia, Costa Azzurra)
adocchiai alcune piantine di Carpobrotus edulis (o fico degli
ottentotti, credo che sia quela piantina che si trova un po’ ovunque
nelle spiagge..ma li’ era enorme e bellissima) e soprattutto il
Drosanthemum Hispidum bello rigoglioso ciccione. Aspettando il momento
buono per asportarne un pochino (e senza coltellino era un po’
difficile) sono rimasto chiuso nel giardino botanico!!! I miei amici
sono usciti, ero senza cellulare, la mia ragazza pensava fossi andato
avanti e mi hanno abbandonato li! Dopo un po’ sono tornati indietro:
ero appeso alla ringhiera del cancello. Però ne è valsa la pena!

Tuffo nel cassonetto – eliss

Qualcuno di voi già conosce il mio tuffo nel cassonetto per recuperare
i crisantemi buttati dal vivaio la sera prima. Erano le sette di
mattina stavo andando al lavoro, e il tuffo a testa in giù nel
cassonetto vuoto è avvenuto sotto gli occhi attoniti di quei poveracci
che di prima mattina aspettavano l’autobus lì a fianco.

Tuffo nel filo spinato – alevin

Salire su una scaletta a pioli fatiscente, perché era impellente potare proprio in quel preciso momento una rosa bracteata, e finire a testa in giù, con la scala rotta, infilzata come San Sebastiano dalla Bracteata, nella sua vicina Blue Magenta e nel filo spinato a quattro linee. Niente punti, ma le cicatrici ancora visibili.

Notte nella bufera – alevin

Uscire in piena notte nella bufera, sottozero, in pigiama e pantofole, per ripristinare la copertura del limone che era volata via, e prendersi la bronchite. Una settimana ad antibiotici.

900mila di carrozziere – alevin

Sbattere con la macchina nuova perché, mentre facevo manovra, la mia
attenzione è stata reclamata da un pino che mi sembrava fosse
sofferente: £. 900.000 di carrozziere.

La macchina – emaymon e Lilio apulo

Nella mia macchina dispongo di una postazione di pronto intervento:
cesoie, vasetti, terriccio, acqua, torba, sabbia, argilla espansa,
tutto in confezioni mignon sistemato in una cassetta per la frutta:
non si sa mai…

Hihihi, quelli sono attrezzi da manicure. Nella mia macchina ci sono:
picconi, seghe, coltelli da innesti, accette, forbici per potare,
corde, tubi di ferro, a volte scale … dipende dai tipi di
incursioni, oltre a semi sparsi sul cruscotto, nei portaoggetti,
spore, ragni che hanno preso dimora abusivamente, resina di
Encephalartos permantemente attaccata al tappetino.

Guida pericolosa – Lidia

Per me è normale amministrazione spaventare i passeggeri quando guido,
indicando questa o quella pianta, o rallentando di botto, o fermandomi
per fare retromarcia.

Palma nella biancheria – niknik962

Io mi sono fatto un viaggio in aereo da Creta con un cucciolo di palma
avvolto nella biancheria usata… L’avevo vista abbandonata e
semisecca su di un cumulo, destinata a diventare compost o ad essere
incenerita e il mio amore di papà mi ha impedito di lasciarla al suo
destino… Ora è in vaso da quattro anni e ogni inverno trasloca sul
terrazzo riparato e sta crescendo.

Furto al cimitero – Lidia

Il mio massimo è stato un mezzo furto al cimitero. Una magnifica rosa
color ciliegia….poi però la talea non m’è venuta…

Furto di talee di montagna – Genepy82

Ero in montagna nella Val Varaita, e arrivati già la mattina nel paese di
Chianale, in una casetta vicino al sentiero, ho visto tra i vasi
millimetricamente disposti in file e sulle mensole, a livello strada,
anzi proprio sulla strada, un vaso enorme con una fucsia rosa-bianca
con fiori enormi. Dalla dimensione della pianta e dalle condizioni del
vaso, ho dedotto che non fosse stata comprata ma che avesse già
passato tutta l’estate in quel posto. Quindi non era forzata.

Il proprietario, un signore anziano del posto era seduto sulle tipiche
panche di legno a prendere il sole degli ultimi giorni di agosto. Beh,
sapete che cosa ho fatto, al posto di farmi la solita camminata fino
in cima al colle dellagnello, ho girato attorno al paese, tenendo
d’occhio il signore, che alle 18.00 di sera è andato a messa. L’ho
pedinato per essere sicuro che stesse ben bene in chiesa per tutta la
funzione. Il paese, vista l’ora, si stava svuotando di turisti e la
gente del posto, composta prevalentemente da anziani, era quasi tutta
in chiesa. A quel punto io, con scatto felino, sono andato alla
casetta e ho preso in prestito a lungo termine tre talee semilegnose
della fucsia. Naturalmente sono stato accorto nel scegliere rami che
lasciassero poi la pianta in uno stato molto simile a prima.

Furto di talee a Canazei – Bletilla

La storia di un’altra fucsiomane: nella mia turbolenta adolescenza,
adocchiai con cupidigia un bell’insieme di fuchsie pendule rosse (che
solo anni dopo conobbi come Marinka) che il comune di Canazei aveva
disposto su un treillage al centro di una piccola rotonda
stradale. Con prontezza degna di miglior causa, chiesi ai miei
genitori di coprirmi, mentre con rapidità tagliavo con le unghie
almeno tre talee della pianta. Ricordo l’espressione dei miei, che non
credevano di avere generato una ladra con tanto sangue freddo (lassù
non scherzano con chi deturpa il verde pubblico…). Purtroppo la
Marinka è un po’ carogna e malgrado i ripetuti taleaggi, l’ho perduta
definitivamente in pochi anni

Albero di Bouganvillea in metropolitana – Macquà

Trasportare in metropolitana (piena), per regalarla ad un’ amica, una
bouganvillea alta un paio di metri.

Ciliegio in motorino – Traudi

Trasportare una pianta di ciliegio in motorino.

Tagliare il prato con le forbici di cucina – MorrisNoor

Tagliare TUTTO il prato del giardino con le
forbici…non le forbici da giardino, quelle da cucina!!!!

Rubare la talea dal bouquet della sposa – MorrisNoor

Rubare la talea dal bouquet della sposa…

Sveglia all’alba di domenica – PaolaM

Svegliarsi alle 5 di domenica mattina pensando a dove piantare i bulbi.

Grattare il terriccio ghiacciato – beren76

Periodo: metà Gennaio. Ora: 21.00. Situazione: talee gentilissimamente
inviatemi da due anonimi donatori da invasare prima possibile. Tre
gelide ore di tramontana passate per effettuare l’operazione
precedentemente descritta; ma perchè tre ore? Perchè il terriccio era
congelato, praticamente un blocco unico, e ho perso la maggior parte
del tempo usando la paletta a modo di scalpello per poterne ricavare,
di volta in volta, briciole utilizzabili ai miei fini….

Lo stallatico “ben maturo” – dodi

A questo punto racconto la mia impresa, di fronte alla quale la rapina di qualche seme, talea o anche piante intere scompaiono. Scenario: una landa carsica desolata in febbraio; vento che tira a 100 all’ora, temperatura sotto lo zero (come si deduce dalle pozzanghere ghiacciate). Non un fiore ma solo stentati ginepri (pungentissimi), erba giallastra raso suolo e pietre aguzze. Mentre cammino per un sentiero con mio marito vedo all’improvviso materializzarsi davanti ai miei occhi l’oggetto del desiderio di questi mesi: una rosa inglese? una delicata pianta esotica? una seducente essenza nostrana? Macché: un mucchietto di escrementi equini discretamente secchi! E così al grido di “stallatico ben maturo” mi sono lanciata al recupero del prezioso ‘oro del giardiniere’. Sotto gli occhi allibiti di mio marito sono strisciata sotto i reticolati, armata di null’altro che che le mie mani (per fortuna coperte di guanti, vista la temperatura), ho cominciato a raccogliere il letame e a metterlo nello zaino (meno male che avevo un sacchetto di plastica con me). Tanta gioiosa foga ha attirato anche i produttori del preziosissimo materiale, dei pelosissimi asinelli, che devono aver pensato che lì ci doveva essere senz’altro qualche meraviglia, forse mangereccia.
E invece, non trovando altro che la sottoscritta, hanno cominciato ad ‘assaggiare’ il sacco dello stallatico, lo zaino e la giacca a vento. È seguita fuga vergognosa inciampando nelle pietre, ma – felix culpa – ciò mi ha fatto trovare altri ‘depositi’ di materiale (anzi, ci sono quasi caduta dentro). E così, gridando “tornerò”, ho abbandonato il luogo del delitto. A questo punto anche mio marito rideva come un matto. Un unico dispiacere: essendo ormai stati aboliti i controlli di confine con la Slovenia (dove si è svolta la vicenda), alla rituale domanda dei finanziari “ha qualcosa da dichiarare?” non ho potuto rispondere con un veritiero, quanto impertinente “solo mer**”…

Entra anche tu a far parte della Società dei Giardinieri Pazzi: raccontaci la cosa più folle che hai fatto per le tue piante, lasciando un commento con il modulo che trovi qui sotto…

54 pensieri riguardo “La Società dei Giardinieri Pazzi

  • 14 settembre 2006 in 2:00 PM
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    Umbria – Settembre 97: abitavo nella zona colpita dal terremoto ed ero sfollata a causa dei danni riportati dalla casa dove vivevo.
    Nei giorni dello sciame sismico (decine di scosse al giorno, un inferno), dopo diversi minuti di indecisione, mi sono avventurata all’interno della rimessa semi-diroccata per salvare un sacchetto di bulbi……beh…..proprio in quel momento è arrivata una scossa!!!!

  • 20 settembre 2006 in 12:20 PM
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    viaggio dal portogallo in aereo con lo zainetto pieno di talee di piantine avvollte in foglie e giornali umidi, piccole piantine assetate trovate sulla spiaggia (erano giovani aloe variegate che si sono riprese e cresciute benissimo).
    ricerca ossessiva e raccolta di tutte le piantine figlie di arbusti od alberi tipici della zona di pianura e fluviale in cui faccio le mie passeggiate, specie quelle piu’ rare tipiche della campagna e che non vengono piu’ coltivate nei giardini. (es. pioppi, gelsi, biancospini, ecc..

  • 8 ottobre 2006 in 9:37 PM
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    ossessionato dalla terra, sono sempre alla ricerca di quella migliore per le mie piante. Una domenica, dopo che nei giorni precedenti avevo studiato bene il piano, ho riempito alcuni sacchi da cumuli di terra preparati dai giardinieri comunali e destinati ad un’area cittadina di prato e palme. Ad aiutarmi c’era mia moglie in veste di sentinella, attenta a segnalare l’arrivo di vigili o simili…..ed è successo proprio questo! ma ho fatto in tempo a nascondermi dietro un oleandro rosa.

  • 20 marzo 2007 in 9:06 PM
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    Mio marito ed io abbiamo la passione dei bonsai. Siccome vediamo bonsai ovunque nelle piante che ci circondano, quando andiamo nei garden o in qualsiasi altro posto dove si trovano piante, armati di mini cesoie e ormone radicante nascosti nel passeggino, prendiamo talee da far sviluppare e far divenire tra 20 anni degli esemplari di bonsai. Della serie, LA SPERANZA è L’ULTIMA A MORIRE, siamo 2 ottimisti.

  • 1 aprile 2007 in 12:58 PM
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    Scusate, esiste una graduatoria speciale per i figli di Giardinieri Pazzi?
    Io appartengo a questa categoria…
    Quando ero piccola, mia madre mi regalava solo libri di piante.
    Qualcuno si ricorda le “Piccole Guide Mondadori” (lire 600 in edizione economica, lire 650 in edizione lusso con copertina rigida) o i “Documentari dell’Ist.geogr.De Agostini”?
    Ecco, quelli sono stati i libri della mia infanzia. Giuro di non aver mai letto Pinocchio, ma in compenso non ho mai confuso un Galanthus nivalis con un Leucojum vernum…
    Un capitolo a parte si meriterebbero le mie vacanze estive quando, oltre ai normali bagagli, mia madre riempiva l’auto di cassette di piante, a suo dire bisognose di cure costanti e particolari e che perciò dovevano venire in vacanza con noi…

  • 1 aprile 2007 in 3:16 PM
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    accompagnando un amico al cimitero, tornare con rametti di siepe e un apice di echeveria rosseggiante per far talee! la rottura dell’echeveria è stata preceduta da un momento di silenzio e di rispetto per il defunto, sicuro della sua trascendentale comprensione del mio innocuo ma pazzo gesto

  • 2 aprile 2007 in 4:10 PM
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    Gennaio 2007, Romania, Curtea de Arges, in visita a parenti di amici, siamo stati invitati a pranzo, sono rimasta impressionata dalla povertà e dalla cortesia ed ospitalità. Fuori c’era un metro di neve, un freddo terribile, ma le rose avevano ancora le foglie, era buio, ma sono riuscita a farmi dare delle telee (che mi hanno tagliato con un coltello da cucina!). Il viaggio in aereo con le talee spinose in mano, non ve lo racconto! Lo lascio alla vostra immaginazione! Laura.

  • 3 aprile 2007 in 2:45 PM
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    La giardiniera pazza nel mio caso non sono io ma la mia dolcissima zietta! Ha fatto di recente un viaggio in Madagascar e innamorata delle bellissime fioriture del posto non ha saputo resistere: ha fatto delle talee e per farle arrivare qui in Italia le ha messe (tagliate) a mò di cartuccera nella mutande, per poter passare la dogana. Matta vero? Sapete….ha ottantuno anni!!!

  • 3 aprile 2007 in 6:26 PM
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    una delle prime avventure: stare un pomeriggio a spaccare col martello l’endocarpo dei frutti di un “lauroceraso” e mettere i semi su un foglio da cucina bagnato, per scoprire che non usciva nulla e che non era neanche un lauroceraso ma l’albero vicino

  • 3 aprile 2007 in 6:39 PM
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    durante un viaggio in Europa – perdere e far perdere al mio amico l’unica corsa di autobus verso un castello, per sradicare una tappezzante in un grande vaso bianco, che poi qui ha ripreso poco e poi è seccata

  • 4 aprile 2007 in 11:56 AM
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    Tornando a casa, sentire odore di fiori di limone, allora, di seguito: – bloccarsi in mezzo alla strada a naso in su tipo cane che segue una traccia; – studiare la direzione del vento che porta l’odore; – sempre annusando controvento cercare la terrazza col limone.
    Non trovata terrazza, trovati conoscenti che nel frattempo si scompisciavano per le risate.
    🙁

  • 4 aprile 2007 in 2:43 PM
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    .. nuova nuova: talea “proletaria” di convolvolus cneorum e nepeta faassenii asportata con destrezza dai giardini del Casino di Montecarlo. In seguito ci hanno spiegato che ogni centimetro è videosorvegliato… ehm ehm…

  • 4 aprile 2007 in 4:07 PM
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    L’anno scorso siamo stati in Messico in viaggio di nozze, e come sapete in quei posti è assolutamente vietato portarsi via conchiglie, animali e semi o piante di qualsiasi genere. Poichè come ben sapete la cucina Messicana è famosa per la sua piccantezza (loro usano ovunque il peperoncino più forte che ci sia e si chiama Habanero) e a mio marito piace, abbiamo comprato dei semi di questo peperoncino perchè volevamo piantarli e vedere se riuscivamo a coltivarlo qui da noi. Così non vi dico la trafila per passare i controlli, i semi dentro una bustina dentro la scatola dei pres….. la quale a sua volta era avvolta dentro un fazzoletto che abbiamo messo nella tasca interna del k-way dentro la valigia.
    Insomma un caos…meno male non ci hanno scoperti ma comunque, li abbiamo piantati e non è spuntato nulla… in compenso mio marito per precauzione ha buttato via la scatola….non si sa mai….

  • 5 aprile 2007 in 9:22 AM
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    Ritrovarmi fra i miei simili è per me consolatorio, anche perchè a casa con una certa condiscendena mi ritengono piuttosto “originale”. Di situazioni ad hoc credo di poterne riferire parecchie, scegliete voi quella che ritenete migliore.
    Avevo addocchiato in vivaio un bell’esemplare abbastanza grande di osmanthus, che andai a comprare cinque minuti dopo la partenza di mio marito per motivi di lavoro. In campo la pianta non sembrava così grande ma una volta zollato e disteso dentro la macchina la riempì tutta. Mi era impossibile da sola toglierla di lì . Mi feci aiutare dagli operai che lavoravano in un cantiere vicino a casa. Il giorno dopo scavai una enorme buca per l’impianto, disposi il terriccio sul fondo, sbendai “la creatura”, la trascinai a fatica fin lì e ce la feci scivolare dendro cercando di frenare la caduta per non rischiare la rottura della zolla intorno alle radici. Fu uno sforzo al di sopra delle mie possibilità fisiche,si stirarono all’estremo tutte le vertebre , l’ultima cervicale con un gran botto sbattè contro la base cranica, sentii schioccare perfino il naso. Convinta di essermi procurata un tot di ernie al disco rimasi immobile, piegata in avanti, non osavo raddizzarmi, lo feci con cautela…tutto a posto, solo un fastidioso indolenzimento muscolare che mi irrigidì per tutta la settimana seguente.
    I “furti” dove non dovevo sono stati due: talee di pelargoni molto particolari a San Malo in Francia e due semenzali di tasso nel giardino botanico di Praga, strappati con le mani nude e portati con cura per tutta la vacanza fino ad una più idonea sistemazione a casa.
    I pelargoni, miei ed anche quelli di mia madre che passa le vacanze con me,ci seguono in montagna, motivo che ha determinato anche la scelta del modello dell’auto di famiglia, e tornano con noi alla fine delle ferie. Li ho visti spesso fotografati assieme a quelli dei locali nella serie di diapositive che ogni anno vengono proiettate alla festa dell’ospite.
    Ed infine: mio marito vorrebbe cambiare casa per andare a vivere più vicino alla figlia che si sposa, ho dato l’OK ma tutto il giardino deve traslocare con noi. Mi dispiace lasciare la mia casa ma a questo posso adattarmi, abbandonare le mie piante…MAI! Grandi arbusti ed albero compresi.

  • 16 aprile 2007 in 3:57 PM
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    alla prima costituzione del giardino, dare disposizione di rivoltare e desassare tutto quanto ma di trapiantare 6 borragini fiorite spontanee, trattate a mò di piante sacre

  • 30 aprile 2007 in 1:52 PM
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    Io detesto avere il giardino ”alla moda”, uguale a quello dei miei vicini, ed ho piantato io una per una tutte le siepi, rose, piante da frutto e cespugli che ora lo abitano… Naturalmente, non tutte le piante sono adatte al clima dell’alta pianura padana, e così, per mantenere in salute la mia bellissima mimosa di 4 metri 4 di chioma, ho un sistema brevettato ma che suscita le risate di tutti i suddetti vicini…
    Prima di tutto creo un po’ di isolamento termico con uno strato di palline di carta a livello terra, poi copro con paglia e plastica nera spessa tutta l’area delle radici, poi avvolgo amorevolmente il fusto in una coperta militare di mio marito, di lana bella calda, poi copro questa con plastica e lego come un salame… Quando inizia a gelare , una volta alla settimana somministro un secchio di acqua bollente, così non muore di sete… E quando nevica, mi alzo anche 2 volte per notte, per scuotere gentilmente i rami con un rastrellone, e far cadere la neve fradicia che romperebbe i rami della mia bella! E’ ovvio poi che i vicini mi chiedano ogni tanto se ”ho coperto abbastanza il bambino verde” !!!!

  • 10 maggio 2007 in 11:41 PM
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    Spesso cambio idea sulle mie realizzazioni in giardino…. Così mi ritrovo di notte, tra le 21 e le 23, a rifare la decina di fioriere del mio terrazzo-ingresso, mentre mio marito dorme davanti alla TV, con la luce a spegnimento automatico che parte ogni 5 minuti, smontando con cacciavite e pinze le fioriere appese e trasferendone il contenuto (Pelargonium) in splendidi vasi in terracotta disposti sul pavimento in cotto. Ripulire tutto, dopodichè, soddisfatta, raccontarlo al forum. Peccato che non posso fare foto al buio!

  • 5 ottobre 2007 in 2:57 PM
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    portare in barca a vela con conseguente razionamento di acqua a tutto l’equipaggio, una piantina di cappero prelevata su un costone a picco sul mare dell’isola di Filicudi! Arrivata a destinazione sana e salva trapiantata…è morta!

  • 16 ottobre 2007 in 2:25 PM
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    Mi accorgo di aver contratto il morbo del giardiniere pazzo da quando ho compiuto la seguente impresa:
    dividendomi per motivi di lavoro tra la mia vera casa con giardino sita in un paesino agreste e l’appartamento condominiale a Venezia non riuscivo a rinunciare all’idea di avere anche qui le mie amate rose da crescere ed accudire. Trovato il modo di sistemarle anche nel condominio di Venezia e fatto l’ordine delle mie preferite mi accorgo che la parte piu impervia doveva ancora arrivare……….i garden center a Venezia latitano……..e ora? I vasi adatti dove li trovo? i Concimi e lo stallatico di qualità chi me li fornisce? Per farla breve grazie ad una folle e accurata ricerca sono riuscito a farmi recapitare quasi tutto su ordinazione tramite INTERNET (sembre sia benedetta)…….tranne lo stallatico!!! E qui e incominciata la pazzia, comprata quella idonea dal mio vivaio di fiducia del mio paesino l’ho trasportata poco alla volta dopo mille accorgimenti a Venezia. Inutile dire che gli accorgimenti per ovviare alla puzza a poco son serviti, sul treno ero trattato come un paria per non dire sui vaporetti………..unico vantaggio il posto a sedere vicino a me erano sempre liberi 🙂

  • 19 marzo 2008 in 2:56 PM
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    la mia esperienza è di natura carnivora….. Erano gli anni 80 (1985 per la precisione) da quegli anni ho dipinto talmente tante piante carnivore nei miei acquerelli che alla fine sono rieuscito a farli pubblicare in un libro e a cambiare abitazione, da un appartamento mi ritrovo in una casina in campagna circondato da palme, non grazie alla vendita del libro che non mi ha fatto guadagnare nulla ma grazie alla mia orstinazione per il verde carnivoro…ora la mia casa e il suo giardino sono una sorta di giungla molto….molto pericolosa!!! Giuseppe

  • 21 marzo 2008 in 11:18 PM
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    siete veramente forti! Mi avete fatto morire dal ridere…io in fatto di
    follie ho un’esperienza decennale…..l’estate scorsa per non far cuocere
    al sole le mie rose da poco trapiantate, ho pensato bene di piazzare
    degli ombrelloni da spiaggia per ripararle….mi piangeva il cuore vederle
    sfiorire sotto il sole cocente!….Sono anche più volte corsa sotto un fiume di grandine per riparare i miei germogli di nasturzio, con ombrelli
    e teli…ma invano! Ha vinto mi ha distrutto le piante e io mi sono ritrovata piena di lividi, perchè piovevano palline di grandine grosse
    come noccciole…che fanno un male cane!! Una grandinata è la cosa peggiore che possa succedere a un giardino in primavera. Ho finalmente trovato “una tribù” che mi accoglierà, senza minimamente
    mettere in dubbio la mia sanità mentale….visto che nella mia pensano
    che ormai sono andata…..
    Ciao a tutti, siete simpaticissimi.

  • 27 marzo 2008 in 2:20 AM
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    ladra di talee con passo furtivo da pantera rosa,…rubai una talea di hibiscus a ibiza, ma per farlo mi alzai prestissimo attorno alle 5 di mattina, per essere sicura di farla franca, il giardinetto era vicino al mio albergo,quando vidi l ‘hibiscus decisi che ne volevo uno uguale a quello percio’ho dovuto farmi forza e coraggio, tra tante peripezie sono riuscita a farlo diventare una bellissima pianta,è un’ hibiscus rosa sinensis rosa confetto stradoppio di petali frastagliati ,lo curo molto,sembra una rosa antica. ciao natalia

  • 1 aprile 2008 in 2:40 PM
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    avevo appena comprato una nuova casa con un grande giardino, molto rustico ma pieno di bulbi di ogni genere, ho iniziato così a scavare a destra e a manca alla ricerca di nuovi bulbi da trapiantare a mio piacimento, mio marito era vicino a me, e io euforica al massimo, per ogni bulbo che trovavo (aprofittando anche della sua ignoranza), mi spacciavo da super esperta di bulbi dando una identità a ciascun bulbo che trovavo dicendo “questo è sicuramente narciso, questo è un tulipano e questo è ornitogallum”…insomma alla fine tiro fuori un paio di “tuberi” e dico a mio marito “guardaaaa questo è sicuramente un tubero di dalia” di fronte a lui e a mani nude lo tasto per benino quando alla fine il “pseudotubero” si spezza….dentro era marron e puzzava di ….cacca! che bella figura di ……

  • 2 aprile 2008 in 1:54 AM
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    come pazzo giardiniere vi racconto questa storia divertente, dolorosa o non so che ……beh alla mia mamma regalarono una pianta grassa di quelle a palla che una volta al massimo due all’anno fioriva solitamente a primavera e a fine estate. aveva dei fiori bellissimi che duravano tre giorni e la cosa bella che ne fiorivano quasi una ventina con lo stelo lungo una ventina di cm e il fiore grande quanto un pugno, praticamente un pallone enorme di fiori (bellissimi). è successo che un’anno questa pianta ha smesso di fiorire e preoccupato della tristezza di mia mamma nel non vedere più fiorire questa pianta decisi di capire il perchè……il problema era che aveva tanti di quei figlioletti attorno che le impedivano la fioritura oppure non le davano la forza di fiorire e decisi di separare in altri vasi tutti i suoi figli. ne tolsi più di venti e la cosa divertente o meglio dolorosa che durante la separazione uno di questi figli mi cadde sulla mano penetrandomi non sò con quanti aculei, so soltanto che per togliere solo quelli in superfice ci ho messo mezza giornata mentre quelli sotto pelle o meglio sotto carne mi sono usciti ancora dopo un mese ….. comunque la pianta ha ripreso ha fiorire per la gioia di mia mamma ma io non dimentichero mai le bestemmie e soprattutto il dolore che ho provato in quel momento……………..

  • 2 aprile 2008 in 11:18 AM
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    Forse non sarà poprio una follia ma…sono nandato in Brasile, dal Brasile all’Amazzonia dove ho trascorso tre giorni con gli indios locali che gentilissimi, data la mia passione, mi hanno lungamente spiegato natura e utilizzo di molte piante officinali e non; attraversando la giungla con 40°C e 99% di umidità, tra un incontro con un piccolo caimano, vari pappagalli e due belle tarantole giganti..ho approfittato di un attimo di distrazione della guida indio per raccogliere e nascondere nello zaino della macchina fotografica un grosso seme di una splendida palma (lo so che no si fà..ma come resistere..e non ricordo il nome della pianta, ahimè). Con cura ho tenuto il semone per tutto il resto del viaggio; poi tornato a casa l’ho dimenticato per un pò, e, ora sono mesi che lo cerco…dove diavolo è finito???

  • 4 aprile 2008 in 4:41 PM
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    Domenica di giugno di parecchi anni fa, io presidente di seggio elettorale, mattina soleggiata splendida, dopopranzo addensarsi di nubi, pirmo pomeriggio qualche goccia, h 18 pienone di elettori…grandina. Un urlo lacera il seggio:” I pomodoriniiiiiii!!!!” Fuga del presidente a gambe levate tra elettori a boccaperta e carabinieri sgomenti, per andare a salvare i 3 vasoni di gustosi frutticini da breccole grosse come arance… Ritorno inzaccherata ma felice. Mormora la fila : “ciavrà nazienda?”

  • 23 aprile 2008 in 2:15 PM
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    oggi dopo una settimana di nuvole e sacra pioggia per la nostra terra
    è ricomparso il sole e inizio a fremere
    la casa in campagna dista un ora e mezza da torino e io non riesco a fare a meno di pensare alle mie piante,
    mi chiedo se sta crescendo il trifoglio nano piantato due settimane fa, e se il gelsomino e la pervinca si sono ambientate bene a già e il caprifoglio?
    Insomma come voi vedo quel poco verde che ho qui intorno in città e sfavello di gioia…
    che bello incontrare dei pazzi come me
    buongiorno a voi
    sono anche io un giardiniere folle!!!
    anzi sono una badola del gruppo guerrilla gardening

  • 18 maggio 2008 in 11:58 AM
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    Dai bulbi raccolti nei dintorni delle mura di antiche ville alle talee di rosa lunghe un metro portate a casa in mano con l’aiuto di una sfilza di mezzi pubblici, passando per le varie erbacee spontanee che riporto a casa dalle vacanze amorevolmente racchiuse in bottiglie e scatole di gelato, oramai ogni mio viaggio (o quasi) svela qualche risvolto botanico. In un’occasione convinsi il guardiano dell’orto botanico di una capitale europea a cedermi i semi di cardi e rose eglanterie.
    l’apice di questa abitudine? anni fa me ne tornai a casa in autobus con un enorme vaso ospitante una canna da zucchero, racchiuso in doppi e tripli strati di sacchetti di plastica multicolori: me l’aveva ceduta l’orto botanico e – al diavolo! – pazienza se dovetti pagare un biglietto in più per il posto occupato dal vegetale!

  • 19 maggio 2008 in 11:02 PM
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    Torcia e forbici e il favore delle notte per raccogliere ogni tipo di esemplare verde da far ripartire a casa; un viaggio in Belgio per avere le bacche delle Rose rugose che crescono lungo il circuito di Spa, seminarle e ora vederle crescere; “salvare” le mie giovani piantine da una gelata improvvisa di maggio portando tutti i vasi (del 10!!!!) in camera da letto!

  • 28 maggio 2008 in 11:47 AM
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    marzo 2008: in un fossato melmoso ho intravisto un ramo di rosa con delle foglioline nuove: ho convinto mio marito ad entrare con gli scarponi di campagna (stavamo andando nell’orto e io avevo i sandali aperti) e raccogliermi la rosa dalla fanghiglia e dalle alghe!

  • 23 luglio 2008 in 11:42 AM
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    Due anni fa durante una nevicata ho visto nel fiume un ginepro appena sradicato dalla corrente, ma non ancora secco. Era alto un metro e mezzo e pesante. Con notevole fatica l’ho recuperato e portato a casa per una ripida salita arrancando in trenta cm. di neve. L’ho piantato curato come ho potuto ma non ce l’ha fatta. Mi è andata meglio in agosto con un gineprino di 20 cm. trovato per un sentiero sradicato da una piccola frana: questo è sopravvissuto e viaggia per i 60cm.

  • 27 agosto 2008 in 11:04 AM
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    io dalle parti mie sono piuttosto noto… come squilibrato, intendo.
    Sono stato avvistato alle 4 del mattino mentre potavo selvaggiamente un carrubo, alle due del pomeriggio in agosto (e vivo al sud) mentre raccoglievo tonnellate di minuscole ed orrende pietroline dal mio giardino per eliminarle per sempre, sempre alle due col medesimo sole assassino mentre ricostruivo per l’ottantesima volta l’irrigazione automatica ai fiori, devastata dal mio boxer incontenibile, eccetera eccetera eccetera….
    Insomma, per i miei vicini credo di essere una specie di animale strano e un pò orso, da scrutare con cautela attraverso i vetri.
    Finchè non glieli cementerò con l’edera.

  • 27 agosto 2008 in 4:41 PM
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    …siete fantastici, ho i lucciconi dalle risate!
    Io non ho mai fatto niente di cosi’ avventuroso, ho solo depredato qualche rotatoria in pieno giorno armata di zappino e buste (la rotatoria era stata fatta da poco e lasciata incolta, piena di erbacce, come è tutt’ora…ma a primavera, dalla terra di riporto, sono sbucate un sacco di piccole orchidee rosa!)
    Comunque, da brava sentimentale leggermente schizzatella, conservo gelosamente in una scatolina le prime foglie cadute dai miei cuccioli di gingko biloba, nati dai semi raccolti al parco sempione…(semi tra l’altro estremamente puzzolenti da pulire e trasportare su un autobus…)

  • 29 agosto 2008 in 10:43 PM
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    La mia folliaè stata durante il percorso Cophenagen berlino in bicicletta alla prima tappa da una graziosa contadina danese senza riuscire a parlare una parola nemmeno in inglese sono riuscita a farmi regalare un pezzo di una peonia con le foglie tutte frastagliate che non avevo mai visto ebbene l’ho portate nella bici per (800km tra caldo cocente e a volte pioggia battente),per tutto il gruppo di ciclisti era nominata la “creatura” alla fine del viaggio aveva fatto una muffina molto preoccupante è mancato poco che le facessi una respirazione bocca a bocca (in senso metaforico si intende)adesso però ha una piccola gemma che spunta evviva

  • 17 ottobre 2008 in 11:18 AM
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    Siete tutti fantastici ragazzi, anch’io ho fatto numerosi furtarelli di talee e semini vari in vivai e giardini. Sono però anche una curiosa esploratrice dei fenomeni vegetali: una volta, anni fa, vuotando un vaso di ciclamino, ho notato che nella terra c’erano delle palline scure che subito ho creduto nuovi piccoli bulbi di ciclamino. Con l’unghia ne apro uno per vedere come si sviluppa all’interno, e mi stupisco nel notare che i bulbilli dentro sono bianchi ma tutti formati come un ragnetto raggomitolato su se stesso, con le zampine raccolte. Poi guardo meglio e quello era davvero un uovo di ragno e lo stavo tenendo in mano e lo avevo pure sgusciato… mi è venuta una pelle d’oca alta cinque centimetri che mi è rimasta per una settimana, e ancora adesso mi viene a pensarci…

  • 22 ottobre 2008 in 6:36 PM
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    …entrare nel bar del paese con la motosega perchè avevo paura di abbandonare la poverina sul cassone del pick-up…e con il fatto che sono femmina e vivo in sicilia mi sono fatta una reputazione!

  • 24 ottobre 2008 in 11:27 PM
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    Anch’io ho fatto pazzie per le piante. Da Siviglia ho portato a Roma dei semi di Jacaranda e ne ho fatto una ventina di piante. D’inverno si spogliavano emettendo un forte odore di ceretta depilatoria (e io incolpavo le mie figlie di sparpagliare nel balcone tracce di ceretta).Poi sono riuscita a piantarle in giardino e stavano venendo su bellissime.
    Io già vedevo il viale di jacarande, invece le gelate (anche in territorio marino) me le hanno distrutte. Imperterrita ho trovato nel mese di maggio a Nova Siri dei semi di un albero alto e con fiori a rametto rosa. Sono riuscita a farli crescere, ma d’inverno anche questi perdevano le foglie e io con pazienza li tenevo puliti dalle erbacce e
    pur avendo le dimensioni di una cicca di sigaretta li segnalavo alle mie figlie che ogni tanto con il tosaerba ci passavano sopra. Ora sono tre bellissimi alberi (purtroppo non sono riuscita a sapere come si chiamano) devo fare le foto e postarle. Qualcuno le conoscerà.
    Fanno dei bellissimi fiori ogni anno e in autunno sui rami si formano delle bacche a pallina color oro che durano tutto l’inverno. Anche dalla Valle dei Templi di Agrigento ho riportato i semi di mandorle e ora ho un alberello nel mio giardino di circa un metro. Vi avviserò se produrrà mandorle. ciao simpaticoni

  • 29 ottobre 2008 in 1:26 AM
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    mi innamorai anch’io delle jacarande : le scoprii in marocco alcuni anna fa. erano cariche di grappoloni blu con qualche guscio marrone con i semi ,con acrobazie pericolose misi il bottino al sicuro. quindi sono diventate degli alberelli .,mi bastava solo immaginare la sua fioritura non pretendevo i fiori. girando nei paesi del mediterraneo vedevo alberelli di jacaranda piu’ piccoli dei miei con i fiori , anche uno in umbria ed ho incominciato a pretendere.questa estate stavo descrivendo ad un amico la bellezza di questa pianta il quale si accorse di grappolini sulle punte ancora verdi che sono poi sbocciati nel loro bel blu, avevo fatto errori nella coltivazione capiti leggendo il forum di giardinaggio cosi’ la mia jacaranda ha fiorito . sto al nord nord c‘è qualcuno che ha fatto fiorire la jacarana? pero’ l’ha fatto una volta sola ciao da natalia

  • 9 novembre 2008 in 10:50 PM
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    buona sera piacere andrea . ho una semplice domanda , ho comprato in olanda dei semi di tulipano , mi è stato detto di piantarli fine ottobre in vaso o nel giardino , il problema che i mie vasi in terrazza mi sa che giaccia la terra non è che non crescono , come posso fara li porto in casa li copro solo perchè mi piacciono e vorrei che crescessero grazie mille tutti i consigli sono bene accetti grazie ancora arrivederci buon lavoro o buona giornata

  • 5 dicembre 2008 in 12:44 AM
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    da due anni ho un giardino e, dopo tanti errori, comincio – forse – a capire un pò meglio le piante (confido però nei vostri consigli, che a breve chiederò)… comunque, ecco le pazzie:
    1) bellissimo rododendro bianco con sfumature giallo-rosa, stupidamente messo al sole cocente e quindi destinato a una brutta fine (fiori rapidamente secchi, foglie marroni). Marito rassegnato a buttarlo, ma moglie (colpevole) piena di rimorsi e quasi in lacrime a lavorare sotto il sole a picco per liberare il povero essere, felicemente ricollocato in tonnellate di terra acida all’ombra… quando il sole di maggio fa capolino anche nella zona in ombra ecco pronto (dopo varie uscite di controllo, tipicamente da madre ansiosa) un ombrellino azzurro per riparare la chioma fiorita;
    2) talee di oleandro tagliate con coltello da bistecca sul lungomare di Tortoreto degli Abruzzi alle 2 di pomeriggio in agosto; ritorno a Trento con mezza bottiglia di plastica piena d’acqua in mezzo ai piedi (altrimenti in macchina si rovescia) zeppa di talee… attecchimento magnifico, ma nel mio terreno calcareo hanno cambiato colore (da bianco dorato – una meraviglia, mai visto – a rosa carne…mah);
    3) uscire nella tormenta di neve per avvolgere in un cappottino di tnt appena realizzato un paio di ortensie delicate, interrate da poco;
    4) cercare di realizzare coperte protettive cucendo assieme vecchi e lisi pantaloni di lana del marito, opportunamente ritagliati. Il marito quando se n‘è accorto si è opposto fieramente… ho nascosto tutto, per ora… tanto poi si dimentica…

  • 15 gennaio 2009 in 7:26 PM
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    per la prima volta ho letto il Vs sito che mi ha fatto riderissimo. penso di far parte della Vs Compagnia. Quando decido di spostare una pianta faccio non so quanti giri nel piccolo giardino (fortunatamente) con la poveretta in mano, sistemandola in una buca che potrebbe non essere la definitiva perchè spesso la notte mi scopre sveglia a pensare ad una nuova sistemazione. Ma evviva a questa passione. Ciao

  • 18 gennaio 2009 in 5:02 PM
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    Comprare un bel mazzo di rose, solo per il fatto di volerne fare talee appena sfiorite…

  • 26 gennaio 2009 in 7:51 PM
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    Avere due costole rotte, salire su una scala per potare alcuni rami che sporgevano verso la strada. La scala cade ed io mi scompiglio terrorizzato e mi appiglio con una sola mano al ramo dell’albero e scorticandomi mi lascio scivolare a terra. Che pazzo!

  • 28 gennaio 2009 in 5:22 PM
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    …tanti anni fa di domenica mattina obbligavo un (oramai ex..) fidanzato a perlustrare con il suo motorino scalcagnato i giardini delle villette attorno casa mia ..(zona residenziale verdissima esposta sempre al sole …mah!!) alla ricerca di rose variopinte e spettacolari da rubare per farne un mazzolino per me…(sempre diverso, eh!)..follia pura!!

  • 27 febbraio 2009 in 9:17 PM
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    Pensavo di essere da sola, ma vedo che ancora devo imparare da molti di Voi. Mi avete fatto sganasciare dalle risate.
    E’ proprio una bellissima fissazione.

  • 9 aprile 2009 in 7:41 PM
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    Beh,nel mio girovagare mi son ritrovato in una selva oscura…oppps rewind!
    Passando dalle parti di Belluno e costeggiando il Piave ho visto che c’erano tantissimi sassi colorati ,rossi, verdi marmorizzati ecc.bellissimi da mettere attorno alla vasca dei pesci in giardino ,ho pensato fra me e me perché no?
    Tornato a casa mi sono organizzato per il sabato seguente;moglie spedita dalla sua mamma ,
    smontaggio dei sedili posteriori ed anteriori ,carico di mastelli di plastica e partenza alle prime luci dell’alba per la caccia grossa con la mia mitica punto verde 1100 cc.
    Arrivato sul luogo del delitto verso le 9,30 ho cominciato a caricare la macchina di pietre che mano a mano racimolavo lungo il greto del fiume, solo che ,come dire ,l’appetito vien mangiando ,fatto sta che dopo tre ore di andirivieni macchina-greto del fiume avevo riempito tre mastelli ,tutti gli interstizi fra i medesimi e il posto lato passeggero.
    Stremato ho messo in moto il macinino e ho notato che le ruote dietro praticamente toccavano il parafango ed è allora che ho dovuto prendere una drastica decisione;alleggerire il “carico”e lasciare parte del bottino tanto faticosamente raggranellato o rischiare le balestre della macchina?
    Pensa che ti ripensa ho avuto un’idea “geniale” ho spostato un bel po di pietre nella parte anteriore della macchina per riequilibrare un po la situazione e sono partito per tornare verso casa.
    Tutto cigolante pianin pianino sono arrivato dalle parti di Mestre ed è successo l’inevitabile,la ruota posteriore destra non ha retto il peso ed e letteralmente esplosa beh, mi sono c…..to addosso!
    Non vi dico alzare la macchina gravata da un sovrappeso così,ehmmm,
    evidente ,comunque ce l’ho fatta e a tarda sera ho raggiunto la agognata meta.
    Mai più !anche perché dopo un paio di anni ho scoperto che la mia non è stata un’azione molto corretta in quanto ho saputo che è proibito raccogliere sassi nei greti dei fiumi di montagna ,sopratutto se sono parchi naturali.
    Morale della favola ; ho risparmiato un sacco di soldi (a parte gomma esplosa ), ho fatto una cosa “criminale” e ho rischiato i semiassi della macchina.
    Ne valeva la pena? Ai posteri l’ardua sentenza…

  • 27 giugno 2009 in 12:58 AM
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    siete dei miti..mi sono riconosciuta in ognuno di voi …molte cose gia fatte…e ho riso di me nel riconoscermi…io saprei ….tentare una respirazzione bocca a bocca con una foglia morente…….faccio di quelle cose ..per le pinte ……..che dopo rido da sola ….ciao e bello sapere che ci siete..anna

  • 15 luglio 2009 in 11:07 AM
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    ..in primavera venni colta quasi in flagrante dal proprietario di una clematis mentre mi appostavo sul confine di casa sua per taleare con un forbicione(antisgamo) in mano, mi salvai in corner, fingendo di chiedere il permesso e diventando bordeaux dalla vergogna, tagliai, misi il rametto al sicuro e raggiunsi fidanzato e amici al ristorante per cena.
    ..solo li, quando mostrai con fierezza la mia talea a tutti,come fosse un oscar, mi accorsi che avevo tagliato un rametto rinseccolito…
    inevitabili le prese per il c… 🙂

    il colmo?
    sono solo agli inizi delle mie esperienze giardinicole…

  • 21 luglio 2009 in 8:24 PM
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    ah, ma allora sono in buona compagnia!
    Anch’io mi sono riconosciuta in molti di voi e ho invidiato chi è stato capace di astuti furti con destrezza.
    Nei cumuli di detriti ci ho sgrufolato anch’io, compreso un cumulo venessiàn su cui troneggiava un tubo di scarico del water assieme a una povera hydrangea mezza rinsecchita che ho reidratato e massaggiato foglia a foglia, non esitando a mettere le mani in presenza – pure – di odorini di marcatura di territorio di cani e gatti …
    Sui sassi ormai mi sono specializzata: lungo la Val Pusteria ci sono cantieri stradali con cumuli di splendori! Anche in senso letterale: pietre rilucenti e relativamente leggere.
    Sul vicino Piave (in provincia di Treviso) non so se tentare un reato, visto che è la seconda volta che sento menzionare questi meravigliosi sassi verdi.
    Per quanto riguarda le talee, se in macchina, giro comunque fornita di cesoie, di contenitori, di bottiglie di acqua e (ve li consiglio vivamente, anche per spedizioni non lunghissime) assorbenti igienici, che al momento dell’uso imbevo per bene e avvolgo in pellicola trasparente (quella alimentare) intorno alle amate piantine o talee.
    Rispetto invece la flora protetta con la forte tentazione, però, di estirpare – con vanghetta e per bene – un paio (facciamo cinque?) di lupini blu così belli ma così belli – e non trovati in nessun vivaio – dei molti che seguono il torrente della Valle di Casìes. In fondo, se li trapianto subito nella stessa valle, non contribuisco alla proliferazione della specie?

  • 21 febbraio 2010 in 10:31 PM
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    il giardiniere vero E’ pazzo altrimenti non potrebbe fare questo lavoro , non per tutti diventa una comunione con il verde , personalmente non riesco mai a buttare una pianta e riesco anche a fermarmi a raccoglierle vicino ai cassonetti .
    Nel mio giardino tutto riprende vita e trova la giusta collocazione .
    Ps. non sradico e non rubo piante , le salvo da morte sicura .
    ciao a tutti

  • 25 giugno 2010 in 3:46 PM
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    Che forti siete ragazzi!! Mi diverte e mi consola tanto leggere le vostre avventure di giardinieri pazzi… mi ritrovo in molte vostre bizzarrie…baule dell’auto perennemente attrezzato per la caccia di piante, abitacolo oramai dotato di un ecosistema proprio, con funghi, miceli vari, insetti e semi in germogliamento. Pazzia fresca giornaliera? Sono dipendente pubblica e lavoro nella squadra giardinieri del comune, oggi ero molto convinta di scioperare…ma le piantine fiorite curate dalla sottoscritta con tanto amore, mi chiamavano assetate: sono andata a lavorare senza timbrare nè l’entrata nè l’uscita, ci ho rimesso qualche decina di euro della mia misera paga, ma almeno mi sento in pace con la coscienza e soprattutto le piante sono salve!!!

  • 26 luglio 2010 in 10:52 PM
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    nooooo allora non sono la solaaaaa!!! che bello mi sento a casa!!! 😀

    Le ultime pazzie sono state trasportare un lilla’ di due metri dentro una twingo perche’ non potevo aspettare che me lo portassero loro, e dopo visto come quel pazzo del vivaio ha trattato il mio lillo per togliergli un ramo secco non mi fidavo.

    Ultima – per ora – durante la tempesta mostruosa di 3 settimane fa, con vento allucinante che spazzava via tutto, ho costretto il mio povero marito ad aiutarmi a trasportare in salotto la mia bidonville di piantine. Da notare che avevano tolto la corrente. La tempesta mi ha fatto volare in mezzo al prato lo scaffale dove faccio germinare i semini (o meglio facevo)…e indovinate chi ha passato tipo mezz’ora, in camicetta da notte leggera leggera, inginocchiata nel pacioro del portico con una torcia a dinamo in bocca, a cercare in mezzo al pantanaccio tutti i germoglietti che erano nati da poco…e la cosa bella e’ che buona parte si sono salvati! Anche se mi sono ritrovata abutilon e piselli odorosi nello stesso vaso…

    Ah ultima follia : do i nomignoli affettuosi alle piante…alcuni generici come “bimbi fogliuti”, cippine, pimpe etc. , altri piu specifici, come il mio lilla’ che si e’ ormai rassegnato ad essere battezzato “lillo” …

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