Rosa ‘The Garland’

‘The Garland’
Una cascata di margherite

di Maddalena Piccinini

Classe : Multiflora sarmentosa
Progenitori : Rosa multiflora x Rosa moschata
Ibridatore : Wells, GB – 1835
Dimensioni approssimative: 4 x 3 m
Colore: bianco
Tipologia corolla: fiore semidoppio di 4 cm
Rifiorenza: non rifiorente
Profumo: muschiato, medio
Cinorrodi: cinorrodi autunnali
Altre caratteristiche: resistenza in posizioni non in pieno sole per tutto il giorno

La rosa sarmentosa ‘The Garland’ nasce nel 1835 dall’incrocio, operato dall’inglese William Wells, di due rose botaniche: la Rosa Moschata di origini mediorientali, gradevolmente profumata e dai mazzetti di fiori semplici sostenuti da lunghi peduncoli, e la Rosa multiflora, di antica origine giapponese, e successivamente largamente ibridatasi e diffusasi in natura, molto rustica e di facile radicamento, tanto da essere stata usata in Europa anche come portainnesto per molte varietà, a partire dal primo decennio del XX secolo.
L’unione della grazia della Rosa moschata con la vigoria della Rosa multiflora hanno originato una sarmentosa particolare, alla quale ben si addice il nome leggiadro attribuitole dal suo ibridatore. ‘The Garland’ è davvero una ghirlanda delicata di piccoli fiori semidoppi simili a margheritine, con un centro marcato di stami gialli e i petali arrotondati e leggermente retroflessi. I fiori, sostenuti da lunghi peduncoli, sono raccolti in mazzi folti, i boccioli eleganti sono di color rosa tenue ma i petali diventano bianchi non appena si schiudono e solo alcuni mantengono qualche tocco di rosa appena percettibile ai bordi.
La crescita è vigorosa, le spine non fitte ma robuste, il fogliame è chiaro e affusolato, i rami abbastanza flessibili da poterla guidare su archi e pergole, ma c’è chi, abbondando di spazio, opta per mantenerla in un regime quasi selvatico, a crescita libera e priva o con pochi sostegni, in modo da creare una macchia abbondante e di grande impatto visivo anche da lontano.
Io la coltivo su una piccola pergola alta circa tre metri, sulla quale la rosa si è arrampicata raggiungendo in breve tempo la parte più alta. È una pianta di poche pretese ma come tutte le sarmentose ha bisogno di essere assicurata ai sostegni per evitare di ricadere su zone di passaggio. La fioritura avviene solitamente verso la seconda metà di maggio e, se il tempo non è troppo caldo, i fiori possono permanere sulla pianta fino ai primi di giugno.

La caratteristica che maggiormente mi ha affascinato in questa varietà è però la copiosa produzione di bacche che segue l’unica fioritura, e che la rendono eccezionalmente interessante anche nei mesi autunnali e invernali, quando si ritiene – da chi conosce poco queste piante – che le rose non abbiano più nulla da offrire.

Le bacche sono tonde, dapprima color giallino che diventa rosso man mano che giungono a maturazione. Grazie ai lunghi peduncoli i frutti risultano molto estroflessi e pendono piacevolmente dai rami come piccole ciliegine mature.
Coltivare ‘The Garland’ è facile, basta darle un posto soleggiato ma non necessariamente di pieno sole tutto il giorno.
Le innaffiature devono essere regolari al momento dell’impianto, poi, quando la rosa è cresciuta, basta assicurarle acqua abbondante almeno una volta alla settimana. Non soffre di particolare malattie, è rustica e sana. Io non la poto, limitandomi ad eliminare i rami secchi per avvantaggiare la crescita di quelli nuovi e verdi.
Non sono arrivata alla passione sfrenata che spingeva Gertrude Jekyll ad alzarsi all’alba per veder schiudersi i bocciolini di questa rosa, però mi sento di consigliarla a chi ami le rose semplici, dall’aspetto piacevolmente arruffato e selvatico, che facciano un figurone durante la fioritura primaverile e rallegrino il cuore in autunno col rosso delle loro bacche.

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