Il taro è una pianta tropicale apprezzata sia per il suo valore ornamentale sia per i suoi tuberi eduli. Scopri come coltivarlo e mantenerlo in salute.

Il Taro, conosciuto scientificamente come Colocasia esculenta, è una pianta erbacea perenne originaria delle regioni tropicali dell’Asia, oggi diffusa in molte aree del mondo. È celebre per le sue grandi foglie a forma di cuore, dal forte impatto decorativo, e per i suoi tuberi, impiegati in numerose tradizioni culinarie. Grazie al suo aspetto esotico e alla relativa semplicità di coltivazione, il taro è una scelta interessante sia per chi desidera impreziosire il giardino sia per chi ama coltivare piante utili e ornamentali.
Caratteristiche di Taro
Il taro appartiene alla famiglia delle Araceae e può raggiungere un’altezza compresa tra uno e due metri, a seconda delle condizioni di crescita. Le sue foglie, grandi e di colore verde intenso, sono sostenute da lunghi piccioli che conferiscono alla pianta un portamento elegante. La parte più preziosa è rappresentata dal tubero sotterraneo, ricco di amido e utilizzato come alimento in molti Paesi. Nei climi caldi si comporta come una pianta perenne, mentre nelle zone con inverni rigidi viene spesso coltivato come annuale oppure i tuberi vengono conservati durante la stagione fredda.
Coltivazione
Il taro cresce al meglio in terreni fertili, ricchi di sostanza organica e ben drenati, ma capaci di mantenere una buona umidità. La messa a dimora dei tuberi si effettua generalmente in primavera, quando il rischio di gelate è ormai passato. Durante la stagione vegetativa la pianta beneficia di temperature miti o calde e di un ambiente costantemente umido, condizioni che favoriscono uno sviluppo vigoroso.
Esposizione
Questa pianta predilige una posizione luminosa, con sole diretto nelle ore meno calde della giornata o una leggera mezz’ombra. Nei climi particolarmente caldi è consigliabile proteggerla dal sole intenso del pomeriggio, che potrebbe causare scottature alle foglie. Il taro teme il freddo e non sopporta temperature prossime allo zero, motivo per cui nelle regioni più fredde è preferibile coltivarlo in vaso o proteggerlo durante l’inverno.
Potatura

Il taro non richiede una vera e propria potatura. È sufficiente eliminare periodicamente le foglie ingiallite, secche o danneggiate per mantenere la pianta ordinata e favorire l’emissione di nuova vegetazione. Anche gli eventuali steli deteriorati possono essere rimossi con attrezzi ben puliti.
Rinvaso
Se coltivato in contenitore, il taro necessita di un rinvaso quando le radici occupano completamente lo spazio disponibile o quando la crescita rallenta. L’operazione si esegue preferibilmente in primavera, scegliendo un vaso più grande e un terriccio ricco, soffice e ben drenante. Un contenitore capiente permette ai tuberi di svilupparsi correttamente.
Concimazione
Per sostenere la crescita delle grandi foglie e dei tuberi è consigliabile concimare regolarmente durante il periodo vegetativo. Un fertilizzante equilibrato, distribuito ogni due o tre settimane, oppure un concime organico ben maturo, contribuisce a mantenere la pianta sana e vigorosa. In autunno e inverno, quando la crescita rallenta, è opportuno sospendere le concimazioni.
Irrigazione
L’acqua rappresenta uno degli elementi più importanti per la coltivazione del taro. Il terreno deve rimanere costantemente umido, evitando però ristagni prolungati che potrebbero favorire il marciume dei tuberi. Durante l’estate le irrigazioni devono essere frequenti, soprattutto nei periodi più caldi, mentre nei mesi più freschi è sufficiente ridurre gradualmente gli apporti d’acqua.

Parassiti e malattie
Il taro è una pianta piuttosto resistente, ma può essere attaccato da afidi, cocciniglie e acari, specialmente in condizioni di scarsa umidità o scarsa ventilazione. Tra le principali problematiche si segnalano i marciumi radicali, causati da eccessi d’acqua e terreni poco drenanti. Controlli periodici e una corretta gestione dell’irrigazione permettono di prevenire la maggior parte dei problemi.
Moltiplicazione
La propagazione del taro avviene principalmente tramite la divisione dei tuberi. In primavera è possibile separare i tuberi secondari, assicurandosi che ciascuno possieda almeno una gemma, e piantarli direttamente nel terreno o in vaso. Con temperature elevate e un’adeguata umidità, le nuove piante iniziano rapidamente a sviluppare foglie e radici, garantendo una coltivazione semplice e soddisfacente.
