Cocktail
Parlando di 'Cocktail' si parla di un classico dei giardini italiani. È una rosa relativamente recente, che si è subito diffusa in tutta Europa, grazie anche ai suoi colori sgargianti che ben si accordavano con quelli dell'industrial design di quell'epoca.
Negli anni '70-'80 raggiunse forse il massimo della diffusione, per poi decadere nel favore dei giardinieri italiani, portati dalla austera e geometrica moda degli anni '90, a preferire colori più sobri e delicati (furono gli anni dei jeans neri, di Matrix, degli occhiali con montatura minimale, dell'ostracismo nei confronti della produzione artistica popolare e di tipo ludico. Persino Madonna ritorna al suo colore naturale di capelli!)...
Paesaggio e letteratura
Il concetto di paesaggio è di codificazione talmente recente che se ne sono date diverse definizioni, senza riuscire a abbracciarne tutte le caratteristiche naturali, antropiche e cronologiche. In un modo o nell'altro sembra che qualcosa venga lasciata fuori, trascurata o minimizzata.
Questo accade per l'aspetto letterario del paesaggio più che per ogni altra sua caratteristica. In Italia, seppure le descrizioni di paesaggi siano tra le più belle e celebrate di tutta la letteratura, non si è mai dato molto peso ad una storia del paesaggio letterario, che è un settore di interesse spesso del tutto estraneo al giardiniere e all'architetto, anche se certamente molto più familiare al poeta e al narratore...
La Società dei Giardinieri Pazzi
Vi appartengono i giardinieri ossessionati dalla loro passione per le piante; capaci di fare vere e proprie follie per esse; tormentati giorno e notte dal pensiero di giardini e terrazze; occupati in tutto il tempo libero a curare piante, leggere libri di giardinaggio, e lanciati nelle sperimentazioni più audaci.
È indetta una selezione pubblica, per soli titoli, per l'assunzione di alcune unità presso la S.G.P., ovvero Società dei Giardinieri Pazzi...
Silvina Donvito
Se decidete di acquistare 'Silvina Donvito' sappiate che andate incontro ad una incognita. Rifiorirà oppure farà il “47 morto che parla” ?
Per quello che concerne la mia, ormai lunga (e stanca), conoscenza con la piccola “Silvina”, posso dire che questa delicata e bellissima creatura di Barni è tra le meno riuscite delle sue figlie.
Nell'economia di un'aiuola occorre troppo spesso dover decidere tra una rosa bella ed una rifiorente, e “Silvina” rifiorisce poco o nulla, benché i suoi fiori siano molto belli. Inoltre la sua prima fioritura primaverile non è neanche abbondante. Questi difetti sono spesso ricorrenti tra le rose, e si è disposti a sopportarli in virtù del fascino e del languore di un singolo fiore, che a volte può arrivare a durare anche diverse settimane...
Blossomtime
Questa è una delle prime rose che ho avuto, ed uno dei primi amori di giovane giardiniera. 'Blossomtime' sa come farsi amare. È una Rosa ricca di virtù, che non stanca mai e di cui, una volta avuta, non si può più fare a meno.
Prima virtù: il profumo. Se amate le rose profumate questa fa per voi. Il profumo di 'Blossomtime' riesce a raggiungere distanze impensate per una Rosa, ed è paragonabile, se non superiore a quello di 'Gertrude Jekyll'.
Lo si sente la sera, tornando a casa dalla spesa, a molti metri di distanza. È forte, speziato, intenso, penetrante. Forse anche troppo forte e troppo tendente all'agrumato "marcio" per chi ha un olfatto particolarmente sensibile, ma eccelso per noialtri normo-nariciuti...