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Ontano napoletano: caratteristiche, coltivazione e cura dell’Alnus cordata

Ontano napoletano: caratteristiche, coltivazione e cura dell’Alnus cordata
Photo by Franz Xaver – Wikimedia Commons
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Resistente, vigoroso e poco esigente, l’ontano napoletano è un albero mediterraneo interessante per giardini e spazi verdi. Ecco come riconoscerlo, coltivarlo e mantenerlo in salute.

Ontano napoletano: caratteristiche, coltivazione e cura dell’Alnus cordata
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L’ontano napoletano, il cui nome scientifico è Alnus cordata, è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Betulaceae. Originario dell’Italia meridionale e presente soprattutto nelle regioni appenniniche, è apprezzato per la crescita abbastanza rapida, la chioma folta e la notevole capacità di adattamento. È una pianta utile anche dal punto di vista ambientale: come altri ontani, riesce a instaurare una simbiosi con microrganismi capaci di fissare l’azoto, contribuendo così a migliorare le caratteristiche del terreno. Per le sue dimensioni, trova la collocazione ideale soprattutto in giardini ampi e aree verdi.

Caratteristiche dell’ontano napoletano

L’Alnus cordata può raggiungere dimensioni considerevoli, arrivando generalmente a 15-25 metri di altezza quando cresce in condizioni favorevoli. Presenta un portamento slanciato e una chioma piuttosto densa. Le foglie sono semplici, lucide e dalla caratteristica forma quasi cuoriforme, particolare da cui deriva il termine latino cordata. I fiori sono riuniti in amenti, mentre i frutti ricordano piccole pigne legnose che possono rimanere sui rami anche dopo la dispersione dei semi.

Coltivazione

L’ontano napoletano è una specie rustica e relativamente semplice da coltivare. Si adatta a diversi tipi di terreno, compresi quelli non particolarmente fertili, purché non eccessivamente aridi. Per favorire uno sviluppo equilibrato è preferibile scegliere un suolo profondo e ben drenato. Considerando la crescita e le dimensioni dell’albero adulto, è importante piantarlo a una distanza adeguata da edifici, muri e altre piante di grandi dimensioni.

Esposizione

La posizione migliore è soleggiata, anche se l’albero può tollerare una moderata mezz’ombra. Una buona disponibilità di luce favorisce una chioma vigorosa e uno sviluppo regolare. L’ontano napoletano resiste bene al freddo una volta stabilizzato e mostra una buona adattabilità alle condizioni climatiche tipiche delle zone temperate e mediterranee.

Potatura

Non necessita di potature frequenti. Nei primi anni è possibile intervenire per impostare una struttura ordinata della chioma, eliminando rami malformati o che si incrociano. Sugli esemplari adulti è preferibile limitarsi alla rimozione dei rami secchi, danneggiati o pericolosi. Gli interventi troppo drastici sono generalmente da evitare, perché alterano il portamento naturale dell’albero.

Ontano napoletano: caratteristiche, coltivazione e cura dell’Alnus cordata
Photo by Vankich1 – Shutterstock

Rinvaso

Il rinvaso riguarda principalmente gli esemplari giovani coltivati temporaneamente in contenitore, poiché l’ontano napoletano non è una pianta adatta a vivere a lungo in vaso. Quando le radici occupano gran parte dello spazio disponibile, si può trasferire la pianta in un contenitore più grande utilizzando un substrato fertile e drenante. La soluzione definitiva resta comunque la messa a dimora in piena terra.

Concimazione

Grazie alla capacità di contribuire all’arricchimento del terreno in azoto, l’Alnus cordata non richiede concimazioni abbondanti. Al momento dell’impianto può essere utile incorporare nel terreno compost ben maturo o altra sostanza organica. Negli anni successivi, in un terreno normalmente fertile, sono sufficienti apporti moderati di materiale organico, evitando eccessi di fertilizzanti azotati.

Irrigazione

Gli alberi giovani hanno bisogno di annaffiature regolari, soprattutto durante i periodi caldi e asciutti. Dopo l’attecchimento, l’ontano napoletano diventa più autonomo e può sopportare brevi periodi di siccità. Durante estati particolarmente secche è comunque consigliabile effettuare irrigazioni profonde e distanziate, anziché bagnare poco e frequentemente.

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Photo by Giuma – Shutterstock

Parassiti e malattie

È una specie generalmente resistente, ma può essere interessata da afidi, insetti defogliatori e altri parassiti comuni delle latifoglie. Condizioni ambientali sfavorevoli o ristagni prolungati possono inoltre favorire problemi alle radici e alcune malattie fungine. Controllare periodicamente foglie, tronco e rami permette di individuare rapidamente eventuali anomalie e intervenire prima che il problema si diffonda.

Moltiplicazione

La moltiplicazione avviene soprattutto per seme. I piccoli semi contenuti nelle strutture legnose mature possono essere raccolti e seminati in un substrato leggero e mantenuto moderatamente umido. Per ottenere buoni risultati è importante utilizzare semi vitali e rispettare il naturale ciclo stagionale della specie. Una volta sviluppate a sufficienza, le giovani piante possono essere trasferite in contenitori individuali e, successivamente, messe a dimora nel luogo definitivo.