Scopri tutto ciò che c’è da sapere sul faggio, una delle piante più affascinanti e resistenti dei nostri boschi, ideale anche per giardini ampi e zone ombreggiate.

Il faggio (Fagus sylvatica) è uno degli alberi più iconici delle foreste europee, noto per la sua maestosità, la chioma folta e le foglie che cambiano colore con le stagioni. Oltre al grande valore ornamentale, è apprezzato per la sua longevità e per la capacità di resistere al freddo, rendendolo una scelta interessante sia per parchi che per giardini privati di grandi dimensioni. Coltivarlo richiede alcune attenzioni specifiche, ma seguendo poche regole è possibile ottenere un esemplare sano e vigoroso.
Caratteristiche del faggio
Il faggio è un albero caducifoglio che può raggiungere i 30-40 metri di altezza, con un portamento elegante e una corteccia liscia dal tipico colore grigio chiaro. Le foglie sono ovali, lucide e leggermente ondulate ai margini; in autunno assumono toni caldi che vanno dal giallo al rame. Il sistema radicale è espanso ma superficiale, motivo per cui preferisce terreni freschi e profondi. La crescita è lenta nei primi anni ma diventa più vigorosa una volta stabilito.
Coltivazione
Coltivare il faggio è relativamente semplice se si dispone dello spazio adeguato. Predilige terreni ben drenati, ricchi di sostanza organica e con pH leggermente acido o neutro. È sconsigliato piantarlo in zone troppo calcaree o soggette a ristagni d’acqua. Il periodo migliore per metterlo a dimora è l’autunno, quando il terreno è ancora tiepido e l’albero può radicarsi senza stress idrico.
Esposizione
Il faggio cresce bene in mezz’ombra, ma tollera anche il pieno sole nelle regioni più fresche. In zone molto calde, invece, un’esposizione ombreggiata o parzialmente protetta aiuta a mantenere il fogliame sano e a evitare ustioni. È una specie resistente al gelo e sopporta bene anche inverni rigidi.
Potatura
Questo albero richiede potature leggere, principalmente di formazione nei primi anni. Una volta adulto, va potato solo per rimuovere rami secchi, danneggiati o mal posizionati. Il periodo migliore è la fine dell’inverno, evitando le gelate più intense. Il faggio non ama tagli drastici, che possono causare indebolimento o marciumi.

Rinvaso
Trattandosi di un albero che cresce soprattutto in piena terra, il rinvaso è rilevante solo per esemplari giovani coltivati in contenitore. Nei primi anni è utile trasferirlo in vasi via via più grandi, preferibilmente in autunno o a fine inverno. Il contenitore deve essere profondo e con ottimo drenaggio, utilizzando un terriccio ricco di humus.
Concimazione
Il faggio beneficia di una concimazione organica moderata. In autunno si possono distribuire compost o letame ben maturo alla base, così da migliorare la struttura del terreno. In primavera è possibile integrare con un fertilizzante a lenta cessione, utile soprattutto per piante giovani o in terreni poveri.
Irrigazione
Gli esemplari appena piantati necessitano di irrigazioni regolari nei primi due anni, soprattutto durante l’estate. Una volta stabilito, il faggio è abbastanza autonomo, ma soffre la siccità prolungata. È importante mantenere il terreno fresco senza eccedere, poiché non tollera ristagni idrici.

Parassiti e malattie
Il faggio può essere colpito da afidi, cocciniglie e bruchi defogliatori. Tra le malattie più comuni ci sono l’oidio e alcuni marciumi radicali legati all’eccesso d’acqua. Una buona aerazione e un terreno ben drenato riducono di molto i rischi. L’uso di trattamenti mirati è consigliato solo in caso di infestazioni importanti.
Moltiplicazione
La moltiplicazione del faggio avviene soprattutto per seme, raccolto in autunno e stratificato durante l’inverno prima della semina primaverile. È un processo lento ma efficace. In alternativa, è possibile ricorrere a talee o propagazione da polloni, se disponibili, anche se con risultati più variabili.
